Crippa

Italia
Pittore

Insieme a Fontana, suo caro amico, Roberto Crippa è stato uno dei membri più importanti del Movimento Spaziale Italiano dal 1948, nonché uno dei primi pittori italiani dell'ultimo dopoguerra a praticare la pittura del segno e del gesto, che si identificò poi sul piano internazionale come “Action-painting”.  Essendo parte integrante del dibattito artistico del tempo, egli non ha potuto trascurare quanto stava accadendo intorno a lui

Convinto oppositore a tutto ciò che concerne la tradizione accademica, ovvero la cosiddetta “pittura da cavalletto”, ha costantemente portato avanti con fermezza la sua ricerca, affermando il suo vivace temperamento e la sua solidità costruttiva che l’ha distinto nel panorama dell’arte moderna italiana.

I suoi quadri si caratterizzano per la loro eccentricità, la loro aggressività e la loro violenta disinvoltura estetica. Il suo obiettivo non è sedurre lo spettatore, ma è impressionarlo con la sorpresa. Non è un caso che l’artista milanese è visto come un uomo di rottura, che, attraverso il suo linguaggio, ha apportato un “colpo di forza” padroneggiando sui mezzi espressivi.

Oltre che artista, Crippa ha fama di aviatore  essendo stato un pilota di acrobazie aeree  e questa sua passione è palesemente riscontrabile in molte delle sue opere, come vedremo.

L’artista ha sempre dominato i sistemi strutturali liberamente scelti, lasciandosi sedurre dal medium, che ha rivestito un ruolo fondamentale durante tutta la sua evoluzione stilistica, ponendosi in forte contraddizione con le mode del momento. Si passa dal segno spiraliforme alla forza espressiva e immediata dei totem per giungere ai sugheri e altre nuove sperimentazioni materiche. Questa sua libertà creativa, per quanto concerne l’uso di svariate tecniche e materiali, ha contribuito a distinguere meglio le sue fasi, non venendosi mai a creare alcun tipo di confine tra loro.

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  • Spirale , 1952-53

    100 x 140 cm

    Olio su tela

    Firma, data sul retro

    € 35.000 - € 45.000

    Provenienza

    Collezione privata, Padova

     

    L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato da Roberto Crippa Junior, Milano in data 24/03/1990. A.D.N. 131

     

    Gli anni Cinquanta sono anni di entusiasmo propensi verso un’arte post-dada, finalmente differente. Appartengono a questi anni i rigorosi spazi formalizzati da giochi di spirali e di ellissi di Roberto Crippa. Egli è riuscito a portare avanti la sua ricerca dominata dalle spirali, senza mai cadere in un ordinario accademismo, ma addirittura superandosi sia in rigore che in estro. A differenza delle altre, queste Spirali si mescolano ad uno sfondo abbastanza dirompente, dominato da forti campi cromatici in cui il blu, il rosso e il giallo ci riportano alla mente le campiture di Piet Mondrian. I colori vibranti sulla tela sono delineati da marcati segni neri che delimitano i confini, pur mostrando la loro libertà stilistica. Il segno si ispessisce nella materia, tende a prendere corpo. L’impatto della visione frontale rimanda all'immagine di grandi farfalle ad ali aperte, con annesse connotazioni di circolarità dell'energia vitalistica. Segno istintivo che si riallaccia al pensiero caotico, alle pulsioni vitali, creative del puro gesto e che hanno sempre fatto parte della complessa creatività del maestro. Le spirali sono il momento più alto di un'arte indirizzata a intensificare le proprie evocative componenti.
  • Totem , 1955-56

    74 x 45 cm

    Olio materico su masonite

    Firmato in basso a destra Etichetta e timbro della Galleria Schettini, Milano sul retro

    € 10.000 - € 12.000

    Provenienza

    Galleria Schettini, Milano Collezione privata, Treviglio

     

    L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato Roberto Crippa Junior. ADN L/7/XII/01

     

    Totem che presentiamo appartiene a quel periodo di transizione. La rottura avviene negli anni Cinquanta con il cosiddetto periodo definito dei «Totem», comprendente gli anni dal 1952 al 1956. Terminato il periodo delle “spirali”, l’artista avverte la necessità di dare un segno umano alle sue forme gestuali. Come egli stesso racconta durante un’intervista, in un primo momento provò con dei fili di ferro che arrotolava e saldava insieme, poi piano piano, quasi senza accorgersene, nacquero tra le sue mani i primi curiosi personaggi che poi diventarono "Totem". Queste creazioni furono tradotte in pittura adottando una particolare tecnica consistente nell’applicare delle velature di cera, a caldo, sul colore grasso e corposo. Un procedimento meticoloso essendo la cera altamente infiammabile. Il segno si diffonde e si aggrega in forme miste, irruenti, disegnando figure nelle quali la componente umana si incrocia alla componente animale. Il Totem conserva intatta l'impronta feroce e primitiva dell’istinto primordiale, la naturalità animalesca appartenente all’esistenza, la stessa che cela i misteri del nostro universo umano.
  • Spirale , 1951

    53 x 73 cm

    Olio su tela

    Firma e data sul retro

    € 10.000 - € 12.000

    Provenienza

    Collezione privata, Treviglio

     

    L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato da Roberto Crippa Junior, ADN D/12/VI/01.

     

    Il ciclo delle spirali dimostra chiaramente la sua propensione all’Action Painting. Oltre a questo, un interessante ed inevitabile collegamento è la sua forte passione per gli aerei, essendo egli stesso pilota acrobatico di fama internazionale, invitato a rappresentare l'Italia ai campionati mondiali di Acrobazia Aerea. Con un passato simile alle spalle è difficile non percepire nelle sue opere i dinamici volteggi con l'aeroplano nell’infinito spazio del cielo. I suoi giri di aviatore sono riscontrabili nei vorticosi intrecci furiosi, espressione di una volontà di dominio. Pur essendo state realizzate a circa vent’anni di distanza - la prima del 1951 e la seconda del 1971 (anno prima della sua morte) -, le due spirali in questione conservano le peculiarità determinanti dell’artista. Crippa si affida al gesto contraddistinto da grovigli linearistici, simbolo di entità e di energia naturale, di un dinamismo fisico e psichico che si impone sulla tela. La diversità stilistica che contraddistingue le due spirali in questione è la stesura del segno, nella prima con sfondo blu, il tratto è fitto, ingarbugliato, denso, come se non si palesasse una via d’uscita, a differenza del secondo con sfondo verde dove la linea tracciata segue un andamento più limpido, meno confuso e aggressivo. Domina la scena un segno-gesto, pura energia di vita, che traduce in maniera bruciante una veemenza espressiva di possesso. Un segno-linea, un segno-colore, un segno-lacerazione nelle "spirali" rabbiose che manifestano indubbiamente un'aspirazione di conquista, un'urgenza di possesso.
Opera 1 /

Fonte

  • Franco Passoni, I Totem di Roberto Crippa. Dal 21 maggio al 6 giugno 1970, Galleria Schettini, 1970

    Roberto Sanesi, Roberto Crippa dipinti dal 1946 al 1956, Centro Annunciata, 1986

    Michel Tapié, Crippa, Edizioni Galleria Cortina, 1969

    AA.VV. Crippa, Edizione Galleria d’Arte Cortina, 1971

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