Afro

Italia
Pittore
Afro Basaldella è senza dubbio da annoverare tra i più importanti artisti del dopoguerra e tra i principali esponenti dell’ Informale italiano insieme ad Alberto Burri e a Lucio Fontana, negli anni trenta ha fatto parte della Scuola Romana insieme a Giorgio De Chirico e Renato Guttuso. Artista che trae suggestioni dalle forme espressive internazionali del Tachisme, dell’ Espressionismo astratto Afro, dopo qualche accenno al figurativo, abbandona ogni richiamo alla mimesi, il riferimento al vero va perdendo via via la sua riconoscibilità e avverte - di contro - l’esigenza di giungere ad una scomposizione dell’immagine più profonda, sollecitato dai confronti con il cubismo storico e con il neocubismo sintetico, orfico degli artisti a lui contemporanei.
E’ nel 1948 che l’ artista pone in essere una svolta decisiva nella sua ricerca espressiva, ed è questo l’anno di creazione dell’ opera che Mediartrade porterà all’ incanto il prossimo 5 e 6 aprile. Siamo di fronte ad una rinnovata tipologia tematica e compositiva: la tela posta verticalmente suggerisce uno sguardo dal basso verso l’alto, la tavolozza cromatica è leggera, le forme geometrizzanti sono accostate tra loro secondo una prospettiva cubista, una scomposizione destrutturata e tuttavia armonica. Il tratto è steso senza esitazioni, costruisce una struttura di immagini archetipiche sospese tra realtà e sogno, presenze verticali enigmatiche - debitrici - oltre che del cubismo braquiano, della Metafisica di De Chirico. In questo senso la pittura di Afro è riconducibile ad un recupero cubista astrattizzante, vuole creare oggetti nuovi, autonomamente significanti, oggetti psichici ad uso dello spirito, oggetti con un’ esistenza indipendente. Si tratta di opere dal carattere non figurativo ma allusivo, le immagini pittoriche da lui create presentano e rivendicano la propria autonomia formale. In Afro per quanto possano apparire movimentate e folgoranti le componenti del dipinto sottendono una ricercata e delineata visione, si assiste ad un’ assemblaggio di elementi che tendono ad una ricomposizione predefinita; come i frammenti di un caleidoscopio che, per quanto agitati e mischiati, si dispongono sempre in una immagine armonica. La pittura di Afro pertanto, raggiunge il suo equilibrio interno grazie ad una composizione di elementi che restano come in sospensione nello spessore della spazialità trasparente. Le opere degli inizi degli anni ‘60 sono caratterizzate da una gestualità più libera, dalla traccia del pennello nero che individua il suo percorso sul fondo della tela, è questo il caso dell’ altra opera del 1962 presentata da Mediartrade, la sua dimensione si concreta in una profondità tra il fondo del quadro e i motivi cromatici, non c’è rapporto di figura a fondo, anzi il fondo è esso stesso figura cromatica in cui si interpongono delle lamine di luce, come degli spessori o delle ombre vaganti e retrattili. Afro Basaldella è senza dubbio da annoverare tra i più importanti artisti del dopoguerra e tra i principali esponenti dell’ Informale italiano insieme ad Alberto Burri e a Lucio Fontana, negli anni trenta ha fatto parte della Scuola Romana insieme a Giorgio De Chirico e Renato Guttuso. Artista che trae suggestioni dalle forme espressive internazionali del Tachisme, dell’ Espressionismo astratto; Afro, dopo qualche accenno al figurativo, abbandona ogni richiamo alla mimesi, il riferimento al vero va perdendo via via la sua riconoscibilità e avverte - di contro - l’esigenza di giungere ad una scomposizione dell’immagine più profonda, sollecitato dai confronti con il cubismo storico e con il neocubismo sintetico, orfico degli artisti a lui contemporanei. E’ nel 1948 che l’ artista pone in essere una svolta decisiva nella sua ricerca espressiva, ed è questo l’anno di creazione dell’ opera che Mediartrade porterà all’ incanto il prossimo 5 e 6 aprile. Siamo di fronte ad una rinnovata tipologia tematica e compositiva: la tela posta verticalmente suggerisce uno sguardo dal basso verso l’alto, la tavolozza cromatica è leggera, le forme geometrizzanti sono accostate tra loro secondo una prospettiva cubista, una scomposizione destrutturata e tuttavia armonica. Il tratto è steso senza esitazioni, costruisce una struttura di immagini archetipiche sospese tra realtà e sogno, presenze verticali enigmatiche - debitrici - oltre che del cubismo braquiano, della Metafisica di De Chirico. In questo senso la pittura di Afro è riconducibile ad un recupero cubista astrattizzante, vuole creare oggetti nuovi, autonomamente significanti, oggetti psichici ad uso dello spirito, oggetti con un’ esistenza indipendente. Si tratta di opere dal carattere non figurativo ma allusivo, le immagini pittoriche da lui create presentano e rivendicano la propria autonomia formale. In Afro per quanto possano apparire movimentate e folgoranti le componenti del dipinto sottendono una ricercata e delineata visione, si assiste ad un’ assemblaggio di elementi che tendono ad una ricomposizione predefinita; come i frammenti di un caleidoscopio che, per quanto agitati e mischiati, si dispongono sempre in una immagine armonica. La pittura di Afro pertanto, raggiunge il suo equilibrio interno grazie ad una composizione di elementi che restano come in sospensione nello spessore della spazialità trasparente. Le opere degli inizi degli anni ‘60 sono caratterizzate da una gestualità più libera, dalla traccia del pennello nero che individua il suo percorso sul fondo della tela, è questo il caso dell’ altra opera del 1962 presentata da Mediartrade, la sua dimensione si concreta in una profondità tra il fondo del quadro e i motivi cromatici, non c’è rapporto di figura a fondo, anzi il fondo è esso stesso figura cromatica in cui si interpongono delle lamine di luce, come degli spessori o delle ombre vaganti e retrattili.
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Fonte

  • Afro. Catalogo Generale Ragionato ed. Dataars, Roma, 1997

  • Senza titolo , 1962

    34 x 47 cm

    Tempera e collage su carta

    Firma e data in basso a destra

    € 30.000 - € 35.000

    Provenienza

    Collezione privata, Forlì

     

    L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato da Mario Graziani, Archivio Afro, Roma in data 14/11/2001.
    N. archivio A. p. m. 00F232
  • Senza titolo , 1948

    100 x 66 cm

    Tecnica mista su carta intelata

    Firma e data in basso a destra

    € 45.000 - € 55.000

    Provenienza

    Collezione privata, Trento

     

    L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia rilasciato da Mario Graziani, Archivio Afro, Roma in data 03/06/1999.
    N. archivio A. p. m. 48D694
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