Festa

Italia
Pittore
Formatosi sulla pittura gestuale e informale, protagonista della scuola Pop romana, Tano Festa accolse con rigore le soluzioni new dada proponendo isolati oggetti monocromi di uso quotidiano. Festa - tra i protagonisti della scuola di Piazza del Popolo - diede sostanza ad una poetica carica di forza espressiva contaminata dalla necessità di percepire l’ oggetto del quotidiano come base fondante di indagine, gli oggetti non svolgono più la loro funzione ma proprio perché dipinti divengono arte. La generazione degli anni ’60 cui appartiene, è stata la più spontanea, detonante, evocativa ad inventare gli immaginari della modernità consumistica. Festa osserva il circostante con sguardo apparentemente distratto, scivola sulla realtà contingente per registrare il dettaglio significante, per isolare un frammento oltre  l’ ovvio. Creare un rilievo in legno, per Festa, significava introdurre la coscienza del presente nel cuore dell’ opera, sintonizzando l’ immagine in relazione a nuove visioni. 

Rappresentativa ed emblematica di questa concezione poetica risulta essere l’ opera “Senza titolo” del 1962 che Mediartrade porterà all’ incanto il prossimo 2 e 3 aprile. Una materia rossa e nera senza funzione, destinata unicamente alla biologia estetica, secondo un codice dadaista che vestiva le forme di puro pensiero. Il quotidiano che si rivela per traslazione, tutto si gioca su piccoli slittamenti di senso, sul mancato allineamento tra il quotidiano e l’ opera ove lo scarto tra l’ uno e l’ altra diviene spazio di riflessione. Il suo lavoro è incentrato sull’ utilizzo in modalità pittorica di oggetti estrapolati dalla vita quotidiana. La materia non ha mai interessato Festa in maniera espressiva, attraverso la geometria, egli manipola forme primarie, semplici che alludono a un modo diverso di concepire la realtà; i colori sono quelli del neoplasticismo tradizionale di Mondrian, l’ opera si compone di un alto spessore materico solcato da una gestualità che per misura e armonia suggerisce un ipotetico spartito di colori in un perfetto equilibrio formale; le strisce di legno scandiscono le geometrie al posto del colore piatto superando il nodo dell’ astrattismo geometrico puro. Festa ricostruisce oggetti mutilati delle loro funzioni, oggetti che nella loro fisicità rivelano una sottile inquietudine di fronte alla loro elementare e certa presenza, permane un senso di ambiguità e di impotenza dinnanzi al loro essere fisico e ancora un senso di mistero suggerito dalle loro impenetrabili geometrie.

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Fonte

  • "Tano Festa Volume II”, G. Marziani, D. Trombadori, Ed Bacini, Pisa, 2017
  • Senza titolo , 1962

    H30 x L50 cm

    Tecnica mista, legno e carta crespa

    Firma e data sul retro

    € 30.000 - € 35.000

    Provenienza

    Collezione privata, Roma

     

    L'opera è accompagnata da certificato di autenticità rilasciato dallo Studio Soligo, Archivio Storico Tano Festa, Roma.
    N. RMS62350825152
    Certificato di autenticità dell'artista su fotografia.
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