L’informale europeo tra segno, gesto e materia 


Roberto Crippa, Giuseppe Capogrossi, Tancredi, Afro, Ennio Morlotti, Luis Feito, Rafael Canogar, Hans Hartung



L’Informale, corrente sviluppatasi sulle macerie fisiche ed etiche della Seconda Guerra Mondiale, trovò declinazioni plurime negli artisti del Secondo Dopoguerra. In radicale opposizione al figurativo, la forma aveva finito per dissolversi e disgregarsi nelle infinite sperimentazioni dell’azione-gesto. Protagonisti di questo rinnovato clima culturale, in ambito italiano, furono - tra gli altri - Roberto Crippa che avviò una ricerca atta ad un’elaborazione vorticosa e intensamente dinamica giungendo alla creazione di energiche e pulsanti “Spirali”, in catalogo due splendidi esempi del 1951, lotti 32 e 33. A seguire Giuseppe Capogrossi, artefice di una pittura segnica, un alfabeto magico ed arcaico di cui ne è iconico esempio “Superficie 368” del 1955, lotto 34. Figura dalla personalissima koiné informale - Tancredi - è artista che adotta una pittura nutrita di toni luminosi attraverso cui disegna un’emblematica poetica dello spazio, “Senza titolo” [1954] lotto 35 ne è testimonianza. E ancora Afro capace di condensare sulla tela un intimo lirismo unito ad una piena liberà di segno così come accade per il “Senza titolo” del 1962, lotto 36, un’inondazione di luce e tinte scure che si fissano sulla tela in profili tremanti. A chiudere il parterre italico, Ennio Morlotti, il quale, grazie ad una pennellata corposa e densa esprime con estremo fervore creativo il senso dell’organico come risulta per le tele “Vegetazione” del 1958, lotto 39 e “Ulivi a Bordighera” dei primi anni Sessanta, lotti 40 e 41. Parallelamente, in Spagna, nel 1957, un collettivo di artisti fondò “El Paso”, delineando i criteri per una pittura “militante”, tra i firmatari figuravano Luis Feito e Rafael Canogar. Fulgidi esempi di questa poetica, il “Senza titolo” del 1958 di Luis Feito, lotto 37, opera che raggruma una materia scabra disposta sulla tela in brucianti concrezioni; a seguire, “Pintura n.103” di Rafael Canogar, lotto 38, un insieme di tracciati e vortici che avvolgono e imbrigliano lo sguardo. Altro indiscusso protagonista che ha animato la stagione informale europea, Hans Hartung; l’artista tedesco ha fatto dell’energico dinamismo, dell’ondeggiare e dell’intrecciarsi di segni lievi una personale cifra stilistica, come risulta per l’intensa opera “T1961-H16” del 1961, lotto 42.

    • ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
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    02 DICEMBRE 2021   ORE  18:30
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      ESPOSIZIONE 
      15 - 30 novembre 2021
      10.00 - 13.30 / 14.30 - 19.00
      Aperto anche sabato e domenica

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